NewsUGL Tecomunicazioni

Contact Center Wind-Tre. UGL: basta mistificazioni, nessun lavoratore rischia il posto di lavoro!

Continua l’opera una strumentale opera di disinformazione anche dopo l’inutile incontro del 20 settembre 2023.

Non è vero che i lavoratori rischiano di perdere il lavoro dal 31 dicembre prossimo.

Non è vero che tutti i lavoratori della Cooperativa sociale CALL IT appoggiano le iniziative della CGIL che oggettivamente favorisce non l’obiettivo della tutela di tutti i lavoratori, bensì le posizioni dei dirigenti della Cooperativa.

A renderlo noto è Venanzio Cretarola, della Segreteria nazionale UGL Telecomunicazioni.

Lo stesso sindacalista racconta cosa è accaduto durante l’incontro del 20 settembe: “Un folto gruppo di lavoratori iscritti a CISL e UGL hanno manifestato davanti alla Regione per chiedere ai Dirigenti regionali di pronunciarsi finalmente sulla richiesta di nuova Convenzione ex articolo 14 inviata mesi fa da WIND- TRE e dalla nuova Cooperativa, nel rispetto della Legge 68.

Stranamente l’inesistente obbligo di assunzione diretta dei lavoratori disabili (escludendo quindi i non disabili che sono il 40 % del totale dei 250 addetti di CALL IT) viene evocato solo in caso di mancata proroga a CALL IT.

CGIL e Regione affermano incredibilmente che dopo 3 anni di Convenzione ex art. 14 il committente ‘deve’ assumere direttamente i dipendenti della Cooperativa, ma questo lo hanno “dimenticato” per 14 anni continuando a prorogare la Convenzione con CALL IT.

“Alcuni dirigenti dell’Assessorato al Lavoro siciliano – aggiunge Cretarola  –   continuano a negare di aver ricevuto da WIND-TRE formale assicurazione sulla tutela occupazionale e del trattamento contrattuale di tutti i dipendenti di CALL IT fin dal 7 febbraio 2023 con una PEC ricevuta successivamente da tutti i sindacati. Continuano inoltre a sostenere un inesistente obbligo di assunzione da diretta da parte di WIND-TRE che hanno ignorato per 17 anni, continuando a prorogare la Convenzione ex art. 14 con CALL IT tramite il Consorzio SINTESI.

La Regione ha mentito davanti a tutti i sindacati negando che WIND-TRE avesse già assicurato la piena tutela occupazionale con i medesimi trattamenti contrattuali di tutti i dipendenti di CALL IT. Ha negato cioè di aver ricevuto questa formale assicurazione da WIND-TRE fin dal 7 febbraio 2023 (copia ricevuta successivamente da tutti i sindacati).

Perché anche la CGIL continua a nasconderlo? Se esistesse la fantomatica legge che secondo loro lo prevede, perché la CGIL in 17 anni non ha mai chiesto alla Regione di far cessare la Convenzione con CALL IT obbligando WIND-TRE alle assunzioni dirette dei lavoratori preferendo invece la proroga a CALL IT?

La verità è che WIND-TRE ha dichiarato apertamente l’intenzione di cambiare Cooperativa per motivi connessi alla gestione dell’appalto, ma intende garantire tutti i lavoratori con una diversa cooperativa.  

CGIL e alcuni Dirigenti regionali (contrariamente a quanto avvenuto in altre Regioni convolte dalla stessa vertenza) continuano a sostenerne l’illegittimità senza aver mai indicato le norme di legge che la prevederebbe”.

“I Dirigenti competenti dell’Assessorato al Lavoro – spiega il sindacalista –  continuano ad evocare richieste di pareri ad Avvocature e Uffici legislativi senza mai esibirne le risposte.

I medesimi Dirigenti evitano di dire al sindacato che il Procedimento amministrativo connesso alla richiesta di WIND-TRE è concluso formalmente da tempo e che la Legge 241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa li obbliga a rispondere entro 30 giorni, scaduti da molto tempo.

“Su tutte queste cose –  conclude il sindacalista – UGL Telecomunicazioni nell’ultimo incontro ha chiesto spiegazioni senza ricevere alcuna risposta. Solo UGL continua a dire queste cose da mesi, senza alcuna risposta.

I lavoratori di CALL IT non hanno mai rischiato di perdere il lavoro.

I Dirigenti regionali dell’Assessorato al Lavoro hanno l’obbligo di pronunciarsi immediatamente. In caso contrario sono proprio loro che rischiano di assumersi la responsabilità di mettere in pericolo 250 lavoratori”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *